A Firenze APEnet apre una nuova fase di lavoro su impatto sociale e crowdfunding. Presentato il nuovo Comitato Tecnico Scientifico
17/04/2026
PROSPETTIVE #1 ha delineato le future traiettorie operative di APEnet, che si ritroverà a Padova il 9 e 10 novembre 2026. Presentato il nuovo comitato tecnico scientifico coordinato da Giuseppe Pellegrini
Si è svolto al Campus delle Scienze Sociali di Novoli dell’Università degli Studi di Firenze PROSPETTIVE #1, l’incontro promosso da APEnet che ha riunito i soci, atenei ed enti di ricerca, in una formula di lavoro costruita attorno all’assemblea annuale e a una serie di laboratori tematici dedicati al futuro del Public Engagement.
Nel corso dell’incontro è stato presentato ufficialmente il nuovo Comitato Tecnico Scientifico di APEnet, coordinato da Giuseppe Pellegrini, presidente di Observa – Science in Society e docente presso le Università degli Studi di Padova e Trento. Ne fanno parte anche Nico Pitrelli, responsabile comunicazione e direttore del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste, Silvia Malesardi della Fondazione Bruno Kessler, Marco Bresadola dell’Università degli Studi di Ferrara, Claudio Pettinari dell’Università degli Studi di Camerino, Caterina Boccato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Maria Letizia Guerra dell’Università degli Studi di Bologna, Antonio Pescapè dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Stefano Sacchi del Politecnico di Torino.
Cuore dell’incontro è stato il lavoro sviluppato nelle attività laboratoriale, che hanno consentito di mettere a fuoco alcune priorità condivise per i prossimi mesi. Tra i temi emersi con maggiore evidenza c’è quello del crowdfunding, affrontato non soltanto come strumento di raccolta fondi, ma come occasione per attivare relazioni più strette tra università, alumni e comunità territoriali. Il confronto ha evidenziato come, anche nel contesto universitario, il crowdfunding possa diventare una leva utile per rafforzare il legame con i pubblici di riferimento, a condizione di accompagnarlo con competenze adeguate, modelli amministrativi più chiari e una maggiore condivisione delle esperienze già maturate nei diversi atenei.
Da questo punto di vista, uno degli aspetti più rilevanti emersi nel laboratorio è stata la necessità di costruire strumenti comuni, capaci di aiutare i soci a superare criticità procedurali e organizzative che ancora oggi rendono difficile l’utilizzo di queste pratiche. L’esigenza è quella di valorizzare il patrimonio di esperienze già presenti nella rete, favorire uno scambio più rapido di soluzioni e mettere a disposizione riferimenti operativi che possano accompagnare le università interessate ad avviare o consolidare percorsi di crowdfunding.
Un secondo asse di lavoro ha riguardato la valutazione dell’impatto sociale, tema che APEnet considera sempre più strategico per dare riconoscibilità e solidità alle attività di Public Engagement. Il confronto ha sottolineato l’importanza di andare oltre una lettura puramente quantitativa, distinguendo con maggiore precisione tra output, outcome e impatto sociale, e riconoscendo che il valore generato dalle attività accademiche non si esaurisce nei risultati immediati, ma si misura anche nella capacità di produrre cambiamenti più profondi e duraturi nei territori e nelle comunità.
In questa prospettiva, dai laboratori è emersa con forza la necessità di collegare la misurazione al racconto, affiancando agli indicatori strumenti capaci di restituire in modo più chiaro il valore pubblico generato dalle iniziative. Si tratta di un passaggio importante, perché consente di rendere visibili non solo i numeri, ma anche i processi, le relazioni e gli effetti meno immediatamente misurabili che spesso costituiscono la parte più significativa del Public Engagement.
Il lavoro svolto a Firenze ha inoltre messo in evidenza l’esigenza di articolare meglio la lettura dell’impatto su livelli differenti, da quello individuale a quello dipartimentale e istituzionale, così da offrire ai soci strumenti più utili sia per la progettazione sia per la rendicontazione interna ed esterna. Allo stesso tempo, è emersa l’opportunità di rafforzare la raccolta e l’organizzazione dei dati, in modo da rendere più sistematica la documentazione delle attività e più efficace la loro valorizzazione.
L’incontro di Firenze è stato anche l’occasione per annunciare il prossimo appuntamento nazionale di APEnet, in programma a Padova il 9 e 10 novembre 2026, dove la rete proseguirà il confronto sui temi emersi nei laboratori e porterà avanti il percorso avviato in questa fase.